| Emergenza educativa: bocciare il rimedio? |
|
|
|
| Scritto da M. N. |
| Giovedì 13 Agosto 2009 09:41 |
Da settembre 2009, i ragazzi pluri-ripetenti tra i 14 e 16 anni ancora iscritti alla scuola secondaria di I° grado, e quindi ancora privi di licenza media, avranno la possibilità di colmare le proprie lacune e quindi recuperare gli anni perduti frequentando laboratori di scuola-formazione presso le agenzie formative del territorio, realizzati grazie ad un finanziamento regionale pari a 1.600.000 euro. Questi percorsi, frutto di una sperimentazione avviata lo scorso anno, oltre ad essere finalizzati al conseguimento del titolo di studio svolgeranno una funzione di recupero, di rimotivazione, di orientamento e ri-orientamento professionale, diventando quasi propedeutici ad un ingresso con crediti nella istruzione-formazione professionale (bienni di qualifica professionale) o funzionali all’avvio di un contratto di
apprendistato. Oltre alle aree disciplinari fondamentali come l’italiano, la matematica, l’inglese e la tecnologia, diversi sono infatti gli indirizzi professionali da scegliere, da quello meccanico a quello dei servizi per l’impresa, di estetica e per la lavorazione del legno, di ristorazione e giardinaggio.Saranno le singole scuole a segnalare alle agenzie formative i ragazzi da iscrivere ai corsi, specificandone le particolari problematiche ed esigenze e richiedendone quindi la frequenza part-time o full-time. Per attuare tale tipologia di percorsi integrati si è resa necessaria la costituzione di “reti” formalizzate che prevedono il coinvolgimento, insieme all’istituzione scolastica, dei centri provinciali per l’educazione degli adulti, delle agenzie formative e di altri soggetti portatori di esperienze didattiche ed educative differenti da quelle meramente scolastiche. L’organizzazione dei percorsi è stata fatta su base territoriale facendo convergere le scuole del territorio ad un centro o agenzia formativa, tenendo così conto del problema degli spostamenti degli allievi, delle distanze e dei trasporti. Ad oggi, sono 25 i progetti approvati e finanziati su tutto il territorio regionale, per un totale di 620 ragazzi coinvolti, 130 scuole e 40 Agenzie Formative. Il maggior numero di percorsi è stato attivato nella provincia di Torino (sette), segue la provincia di Cuneo, con cinque progetti attivati.I territori di Alessandria e di Asti sono coinvolti entrambi in tre progetti ciascuno, mentre Biella, Vercelli e Novara rispettivamente in due e uno per il Verbano Cusio Ossola. “Durante il primo anno di sperimentazione 2008/09 – specifica l’assessore all’istruzione Gianna Pentenero - i progetti contro la dispersione, realizzati attraverso le modalità dei laboratori Scuola-Formazione, hanno visto la partecipazione di ben 620 studenti pluri-ripetenti, per la quasi totalità di seconda e terza media, distribuiti su tutto il territorio della regione. Questo dato, se comparato con quello relativo agli studenti a rischio dispersione, quantificati in circa 1300 alunni, dimostra che sono stati intercettati circa la metà degli studenti a rischio abbandono. Occorre tenere presente che i laboratori non devono rappresentare un’ alternativa alla scuola perché se ciò accadesse potrebbero essere considerati dagli insegnanti, dai dirigenti scolastici, dalle famiglie e dagli stessi ragazzi come percorsi di serie “C” intesi come “parcheggio” o “rifugio” degli allievi giudicati inadeguati a stare nella scuola. Si tratta invece di percorsi pensati in una logica inclusiva e di continua ricerca educativa." |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Agosto 2009 12:36 |









Da settembre 2009, i ragazzi pluri-ripetenti tra i 14 e 16 anni ancora iscritti alla scuola secondaria di I° grado, e quindi ancora privi di licenza media, avranno la possibilità di colmare le proprie lacune e quindi recuperare gli anni perduti frequentando laboratori di scuola-formazione presso le agenzie formative del territorio, realizzati grazie ad un finanziamento regionale pari a 1.600.000 euro. Questi percorsi, frutto di una sperimentazione avviata lo scorso anno, oltre ad essere finalizzati al conseguimento del titolo di studio svolgeranno una funzione di recupero, di rimotivazione, di orientamento e ri-orientamento professionale, diventando quasi propedeutici ad un ingresso con crediti nella istruzione-formazione professionale (bienni di qualifica professionale) o funzionali all’avvio di un contratto di
apprendistato. Oltre alle aree disciplinari fondamentali come l’italiano, la matematica, l’inglese e la tecnologia, diversi sono infatti gli indirizzi professionali da scegliere, da quello meccanico a quello dei servizi per l’impresa, di estetica e per la lavorazione del legno, di ristorazione e giardinaggio.
