| Anche questa è violenza: 26 novembre 2009 il giorno dopo la giornata internazionale contro la violenza contro le donne. |
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| Scritto da Laura Piretti (UDI) |
| Domenica 29 Novembre 2009 16:12 |
E' di oggi la notizia dello stop della Commissione sanità del Senato alla commercializzazione della pillola abortiva RU486. Prima, si dice, ci vuole una seria valutazione della sua compatibilità con la legge 194. Ancora di oggi volti e commenti nei telegiornali dei protagonisti di questa battaglia, la soddisfazione di avere bloccato, rallentato, chissà forse persino fermato il farmaco maledetto. In qualche caso stesse facce, stesse voci che ieri, giornata internazionale contro la violenza contro le donne, facevano da
sfondo a insopportabili geremiadi contro la violenza contro le donne: quelle povere donne maltrattate, viva le donne, le amiamo tanto. L'UDI da tempo nei suoi documenti, sulla questione della RU486 propone di ribaltare le posizioni. Proponiamo valutazioni di congruità rispetto alle leggi vigenti, 194 compresa, ma non solo, del ritardo con cui questo farmaco viene (verrebbe, verrà) commercializzato in Italia. Quali omissioni impediscono da decenni alle donne di questo paese di scegliere una metodica invece che un'altra, quali interessi hanno costretto e ancora costringono a dover per forza entrare in una sala operatoria, quando questo si può evitare. Dov'è la scelta informata, dov'è l'autodeterminazione, dov'è il diritto alle prestazioni sanitarie più idonee. Se la salute delle donne è un fatto politico, come rivela l'indegna gazzarra sulla RU486, il nostro sdegno lo è mille volte di più. Naturalmente a nessuno di costoro interessa davvero la nostra salute, o la difesa della maternità, o la reale prevenzione dell'aborto. Altrimenti non sarebbero gli stessi che boicottano non solo la pillola del giorno dopo, ma, ormai, tutta l'informazione e cultura contraccettiva, che non stanziano risorse per sostenere le donne che diventano madri, che lasciano tre quarti d'Italia senza Consultori; l'eroica battaglia contro la RU486 impegna, da anni, tutte le loro energie. Il paese reale è molto lontano, immaginatevi le donne. |








E' di oggi la notizia dello stop della Commissione sanità del Senato alla commercializzazione della pillola abortiva RU486. Prima, si dice, ci vuole una seria valutazione della sua compatibilità con la legge 194. Ancora di oggi volti e commenti nei telegiornali dei protagonisti di questa battaglia, la soddisfazione di avere bloccato, rallentato, chissà forse persino fermato il farmaco maledetto. In qualche caso stesse facce, stesse voci che ieri, giornata internazionale contro la violenza contro le donne, facevano da
sfondo a insopportabili geremiadi contro la violenza contro le donne: quelle povere donne maltrattate, viva le donne, le amiamo tanto.

