| La democrazia secondo Berlusconi: guai a chi non obbedisce |
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| Scritto da Carlo Migliavacca |
| Domenica 08 Novembre 2009 18:51 |
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dall’offensiva giudiziaria....»: allucinante!
Con l’approssimarsi delle regionali è fatto obbligo la designazione dei candidati alle poltrone di governatore e, per il Nord, la Lega di Bossi presenta il conto a Berlusconi: Piemonte e Veneto; l’anima AN del PDL è in sofferenza perchè non vuole lasciare che la Lega prenda piede più del dovuto, ma sua maestà ha necessità impellente di incassare l’appoggio incondizionato di Bossi per bloccare e sovvertire quello che lui chiama «accanimento giudiziario». Di fronte alle perplessità del gruppo AN si è reso obbligatorio la promulgazione del diktat: «O con me, alle mie condizioni, o tutti al voto».
Mi si dica chi è quel fesso che, in uno scenario economico-finanziario precario, sia disposto a rinunciare ad una poltrona parlamentare ottimamente remunerata, senza faticare poi tanto, con il rischio di andare ad elezioni anticipate ed essere trombati! L’assurdo di tutta questa situazione è che anche noi, politicamente schierati sulla sponda opposta, manifestiamo la speranza nell’aiuto, diretto o indiretto, di Gianfranco Fini affinché non ceda alle lusinghe del cavaliere e sappia tenere la barra al centro; non il centro di Casini, in trattativa pure lui con l’uomo di Arcore, ma quello della Costituzione italiana e delle sue leggi.
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Per coloro i quali avessero ancora dei dubbi sul tipo di democrazia e pluralismo che vuole Silvio Berlusconi, basta leggere titolo e sottotitolo di prima pagina apparso oggi, 8 novembre, sul quotidiano di proprietà della famiglia, quello diretto da Feltri: «L’ultimatum di Berlusconi – Chi non ci sta, fuori dal PDL»; ma è il sottotitolo che chiarisce la falsa forma democratica del premier: «Entro mercoledì gli alleati dovranno firmare un documento che li impegna a tutelare il premier

