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Notizie dal comune di Novara
La lettera dei docenti precari al Prefetto di Novara PDF Stampa E-mail
Scritto da Comitato precari scuola e FLC-CGIL Novara   
Venerdì 16 Ottobre 2009 12:55
Alla c.a. Prefetto di Novara Dott. Giuseppe Adolfo Amelio. Lunedì 13 ottobre il Comitato precari della scuola insieme alla FLC-CGIL ha manifestato davanti alla Prefettura di Novara il proprio dissenso nei confronti dell’intera riforma della scuola. I tagli predisposti dal Governo senza alcun criterio guida se non quello del risparmio indiscriminato, si sono abbattuti in maniera preponderante sul nostro territorio, già profondamente minato in ogni settore produttivo dalla crisi economica in atto e hanno colpito le fasce di precariato più deboli a prescindere da ogni considerazione di merito e di qualità del servizio svolto.

  Noi chiediamo di lavorare, di contribuire attivamente all’innalzamento dei livelli qualitativi della scuola pubblica, oggi messi in discussione dall’impossibilità di far fronte, con le esigue  risorse messe a disposizione, alle criticità che caso per caso emergono sul territorio.

   Le classi sono sovraffollate e non vengono rispettati i parametri di sicurezza disposti dalla normativa vigente, il numero di alunni stranieri da alfabetizzare è in costante crescita così come quello di alunni certificati e di alunni problematici.

  L’abolizione delle ore di compresenza ha comportato la soppressione di tutta una serie di laboratori di potenziamento, di alfabetizzazione, di recupero della dispersione scolastica, mentre la riduzione delle ore di lettere e di tecnologia finirà per condannare i nostri studenti ad un sempre più grave ritardo formativo.

  È chiaro quindi che la Riforma del Ministro Gelmini produce una duplice ricaduta sociale: da una parte interviene in un momento di forte crisi economica promuovendo ulteriore disoccupazione        ( 130.000 nuovi disoccupati nei prossimi tre anni ) e senza garantire alternative credibili di impiego, dall’altra va a ledere l’intera organizzazione delle attività didattiche compromettendo la qualità dell’offerta formativa.

  In sostanza la scuola non viene vista come una concreta opportunità di crescita e di promozione sociale, quale auspicata anche da ambienti vicini alla Confindustria, ma come una spesa farraginosa e inutile.

  Certo riconosciamo che il sistema scuola presenta dei costi ingenti, ma un’operazione di razionalizzazione non può essere intrapresa colpendo in modo indiscriminato risorse preziose.

  Manifestiamo inoltre il nostro dissenso contro il cosiddetto decreto salva precari in primo luogo perché non garantendo un impiego stabile ai precari che hanno perso l’incarico, ripercorre – e questa volta senza ombra di dubbi- quella pratica di intendere la scuola come ammortizzatore sociale tanto esecrata dallo stesso Ministro Gelmini; in secondo luogo perché anche alla luce degli ultimi emendamenti la platea di beneficiari risulta di proporzioni ridicole in quanto la stragrande maggioranza di precari, quelli iscritti nelle graduatorie di circolo e di istituto, seppur può vantare incarichi negli ultimi anni fino al 30 giugno, ne risulta ingiustamente esclusa.

  Ribadiamo che per noi l’unica risposta al precariato non è la sua eliminazione o l’elargizione di stanziamenti irrisori di sostegno al reddito, ma un piano di immissioni in ruolo che tenga conto delle competenze finora maturate.

  A tal fine chiediamo che vengano attivati dei corsi abilitanti riservati e che vengano resi pubblici eventuali interventi legislativi in esame sulla materia.

  Di fronte poi all’ inveterata sofferenza economica del sistema previdenziale pubblico ( il disavanzo dell’Inpdap è di 7 mld, con una crescita del 30% rispetto al 2008 ) l’unica soluzione efficace resta la piena occupazione giovanile: anche sotto questo profilo i tagli al personale della scuola appaiono sciagurati in quanto produrranno un sensibile aggravamento del deficit del sistema previdenziale nazionale.

  Infine accanto ai colleghi di ruolo esprimiamo preoccupazione per il congelamento dell’elezione delle RSU predisposto dal decreto legislativo di attuazione della legge Brunetta. Consideriamo tale provvedimento fortemente lesivo per la democrazia nei luoghi di lavoro e per la fruizione di diritti  fondamentali.

  Per tutte queste  ragioni  abbiamo deliberato di mantenere alta l’attenzione e abbiamo previsto altri momenti di protesta atti a coinvolgere e sensibilizzare l’intera cittadinanza su un problema che solo in ultima istanza  riguarda noi lavoratori ‘licenziati’, ma che in realtà minaccia di scardinare il massimo caposaldo di ogni democrazia, la scuola pubblica.

Comitato precari scuola
FLC-CGIL Novara

 

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