
Domenica 20 settembre, alle ore 16.00, presso la Villa Picchetta di Cameri, verrà inaugurata la mostra di Belio, "Terra, acqua cielo" con la presentazione del critico Raul Capra.Organizzata dal Parco del Ticino, Regione Piemonte, la mostra resterà aperta dal 20 settembre al 4 ottobre 2009: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12,30, il sabato e la domenica, dalle 14.30 - 18.30. Sulla brochure dell'invito un intervento critico di Raul Capra sull'opera pittorica di Belio che di seguito riportiamo. "Un discorso sulla natura ha determinato l’intero svolgimento dell’opera pittorica di Belio. E’ tuttavia una natura che vi è apparsa sempre implicata per via di una mediazione: che ancora ne consentisse, nel turbato suo ordine, la compromessa
fruibilità. Dapprima riprendendola nei modi analitici di un atlante botanico o entomologico; poi affidandosi al residuo realismo di qualche dettaglio oggettivo, ripreso a segnale di turbativa.
Lasciato ogni riferimento direttamente figurativo, Belio è infine pervenuto ad un modo di composizione per attenti ed astratteggianti ritmi grafici, modulati dalla vibrante purezza delle cromie. Con possibili richiami alle avanguardie storiche di inizio secolo: di cui subito una ricchezza di citazioni mitologicoletterarie mostrava tuttavia il trascendimento. Dietro l’apparente interesse per la struttura funzionale della forma, per il dinamismo del colore, si palesava così la massima oggettivazione conferita all’esperienza interiore. Dai “ritmi circolari” di Delaunay, attraverso un orfismo questa volta non programmatico ma sostanziale, mirando piuttosto alle “visioni cosmiche” di Prampolini.
In questa pittura, che pariteticamente vien coniugando esprit de fi nesse ed esprit de géométrie, ogni traccia di rappresentazione riconoscibile (onda, albero, astro) fa sintesi con la sua interpretazione simbolica, e il costante argomentare sui temi dei costituenti elementari (acqua, terra, aria) si è ora esteso alla dimensione del tempo. Instaurando, grazie allo spazio ottagonale del vestibolo di Villa Picchetta, quattro pareti dialoganti. Al centro delle quali è posta una installazione polimaterica sul fluire del tempo.
Una grande clessidra in plexiglas, che contiene foglie di vetro variamente colorate, a suggerire il loro ciclo vitale, del tempo manifestazione primaria. Poiché davvero, come diceva Goethe: “tutto è foglia”.