| L'Ufficio scolastico provinciale incomincia la schedatura degli studenti stranieri |
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| Scritto da R. Leggero (segnalazione D. Tinti) |
| Giovedì 12 Novembre 2009 14:27 |
Che cosa significa? Se fossimo in un altra nazione potremmo supporre che la lettera inviata alla scuole novaresi sia un modo per programmare e svolgere meglio il servizio che la scuola è tenuta ad erogare a tutti i minori secondo il dettato della Convenzione dell'ONU sui diritti dell'infanzia che all'articolo 3, comma 1 dichiara: "In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale
, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente" e della Costituzione Italiana "Art. 34 La scuola è aperta a tutti", "Art. 31 La Repubblica (…) Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù". Ma non siamo in un qualsiasi paese europeo. Siamo in un paese che non protegge e non tutela i diritti delle persone, discriminando gli stranieri dagli italiani. I primi hanno meno diritti e i secondi ne hanno di più. Anche se entrambi pagano le tasse, lavorano e non delinquono. Lo straniero ha meno diritti e se perde il lavoro e non riesce a ritrovarlo diventa un criminale e viene espulso. I suoi figli? Espulsi? E come posso rintracciare lo straniero senza lavoro? Attraverso i figli che vanno a scuola. Ricordo che, pur ammettendo che la condizione di disoccupato coincida con quella di criminale (e non starò a ribadire quanto sia un'assurda tale affermazione, basta pronunciarla per capirlo), i bambini e i giovani che frequentano la scuola non hanno nessuna colpa di trovarsi in questo paese . E ciò nonostante siamo pronti a violare non solo i diritti delle loro madri e dei loro padri ma anche i diritti dei bambini? E' questo che vogliamo? E' questo che vuole il cittadino che paga le tasse e va in chiesa la domenica? Quello che poi colpisce dello schema di schedatura è che in esso sono inseriti anche gli studenti dotati di doppia nazionalità, cioè cittadini italiani. Evidentemente qualcuno pensa che questi cittadini italiani non siano abbastanza italiani (ma si può ancora dire "italiani" in Padania? Non si dovrà dire "padani"? E gli insegnanti non dovranno essere Padani anch'essi?). Infine nella scheda i "nomadi" vengono separati dagli altri stranieri "normali". Perché? E tra l'altro, anche in questo caso, ci saranno molti "nomadi" cittadini italiani. Verranno schedati lo stesso? Come docente sono molto preoccupato di queste decisioni burocratiche e per quanto mi riguarda dichiarerò per iscritto al mio dirigente scolastico che non intendo collaborare in alcun modo all'indagine qualora fossi chiamato a farlo. Non riesco più ad accettare la prospettiva consolante ma errata secondo la quale quel "buon senso latino" che costituisce il nostro timido orgoglio di italiani eviterà ingiustizie eccessive. Una mite applicazione delle norme renderà meno ingiuste le norme stesse? Il burocrate "umano" o "fannullone" eviterà che il legislatore si accanisca sui più deboli? No. Ciò non è accettabile. E non è credibile che l'indagine abbia uno scopo in linea con il dettato costituzionale. Io non ci credo. Quando tante norme si accavallano e puntano sempre in una stessa direzione, quando l'amministrazione pubblica viene continuamente presa di mira da coloro che dovrebbero dirigerla, quando le persone vengono umiliate, spaventate e offese, è chiaro che si tende ad uno scopo. E noi persone qualunque? Non avremo più la forza di reagire e ci faremo strumenti di sopprusi e ingiustizia, nostro malgrado? Mentre il parlamento vota una legge che manda assolto il Presidente del Consiglio che ha evaso le tasse e ha corrotto testimoni e giudici? Ma chi rischia, non dico di perdere il lavoro, ma anche una sanzione disciplinare per aver trascurato un dovere d'ufficio? Qui il documento completo - qui l'esempio di foglio elettronico |












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