| Il primo giorno di scuola non è uguale per tutti i bambini |
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| Scritto da S. F. |
| Giovedì 17 Settembre 2009 12:39 |
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Riceviamo da una cortese lettrice e pubblichiamo volentieri: "Buongiorno a tutti, sono la mamma di Paolo, un bimbo disabile ormai cresciuto (11 anni) che, come tutti i bimbi, vorrebbe poter frequentare la scuola senza problemi. Purtroppo pare che questo diritto, riconosciuto da tutti e confermato nell'ultima direttiva del ministro della scuola Gelmini, sia una illusione, o meglio una meta da raggiungere con molta fatica. Ad ogni inizio anno, parlo per esperienza perchè Paolo frequenta la terza elementare alla scuola De Amicis di Novara, c'è il balletto degli insegnati di sostegno e la "trattativa" per le ore di copertura garantite dal comune che permetta la sua permanenza a scuola per tutto l'orario scolastico. Il primo giorno di scuola io e Paolo siamo sempre ottimisti perchè speriamo che le esperienze passate abbiano insegnato, così da poter iniziare senza intoppi, ma basta il suono della prima campanella per cambiare
umore. Infatti anche quest'anno è andata così: sostituzione dell'insegnante di sostegno (la quarta in 3 anni) e conferma dell'educatrice che invece avevamo chiesto, in maniera formale (lettera protocollata presso la direzione didattica a giugno 2009), di sostituire.
Infine, ciliegina sulla torta per il cambio di umore, la comunicazione che le ore di copertura garantite dal comune sono state diminuite perchè ci sono troppi richieste da esaudire!!! Cosi come sempre è iniziato il cammino per arrivare alla meta: telefonata in comune per sentirsi dire che la colpa non è del comune ma dello stato che dovrebbe garantire un maggior numero di ore di sostegno. Ormai abituata allo sport del rimbalzo, ho chiuso la comunicazione informando la responsabile che è fondamentale la garanzia di tutti i diritti di Paolo, senza entrare nel merito di chi lo deve fare economicamente (il comune o lo stato), e, per tanto, partirà una denuncia verso la scuola nel caso in cui questi non siano garantiti. La rabbia che mi assale ora è legata al pensiero di tutti i diritti negati, di tutti i Paolo d'Italia, che magari non avranno le stesse opportunità di mio figlio, perchè non è facile, per famiglie già provate, lottare anche per il dovuto!!! Una mamma stanca ed arrabbiata ma non per questo meno combattiva. S. F. P.S. Se ci sono altri casi analoghi, uniamoci per farci sentire". |











Commenti
qualcuno si riempie labocca di inserire come materia a scuola il dialetto e poi mancano i servizi essenziali!
Che dire del MAESTRO UNICO....come farà a gestire una classe di 3o alunni con magari un portatore di handicap....la Gelmini dovrebbe toccare con mano e non emanare spot utopici!
ricordiamoci di quanto ci accade quando andiamo a votare! e smettiamola di credere alle favole che cercano di raccontarci: tutto va bene! la crisi non c'è più...spendete, spandete, andate in vacanza....
chetristezza!
un pò i supplenti un pò i bambini endicappati, peccato che i pensionati abbiano già finito il loro ciclo di istruzione scolastica altrimenti un pò di euri potevano versarli anche loro..
Intanto buona fortuna, Matteo.
Se ci arrendessimo alla freddezza e all'indifferenza avremmo perso in partenza, preferisco pensare al sorriso di mio figlio quando è felice piuttosto che all'indifferenza di chi pensa di avere solo problemi.
Paolo e sicuramente anche tua figlia non sono dei problemi se considerati per quello che ci possono dare, calore, affetto, sorrisi...
A me ha insegnato soprattutto a rimettere nel giusto ordine le priorità della vita, mi ha insegnato ad esempio ad apprezzare il sole che brilla che lui non può vedere, mi ha fatto piangere la prima volta che ha detto "momma" (aveva 6 anni!) mi ha insegnato a non dare nulla per scontato, mi da la forza di continuare a lottare tutte le volte che riesce ad essere felice.
Per questo non smettero di fare ed essere ciò che sono...da mosca bianca.
Un abbraccio
la mamma di Paolo
1. i ragazzi, che pure avrebbero diritto ad una scuola che sia messa in condizione di funzionare
2. i ragazzi disabili, per i quali - in modo particolare - devono essere assicurati la necessaria assistenza e il supporto didattico. Faccio rilevare che soprattutto ai ragazzi in difficoltà va garantita la continuità del docente e/o dell'educatore. E che dire alle famiglie dei Paolino, lasciate sole ad affrontare ANCHE questo problema?!
3. l'organizzazione scolastica in generale, costretta a dibattersi in ristrettezze economiche indegne di un Paese che ritiene, purtroppo a torto, di poter sedere con pari dignità al tavolo dei
"Grandi-della-Terra" (cito dai telegiornali...sic!).
Quanto a quelli che plaudono ai tagli, cosa dire? Probabilmente sono gli stessi che non si scandalizzano nel leggere le cifre degli ingaggi di calciatori e allenatori, nonché delle mezzefigure che la televisione nutre e alleva per la gioia del popolo (ricordiamo...panem et circenses).
Ammiro la determinazione della mamma di Paolo e la incoraggio a non desistere dalla sua "battaglia"!
Cordiali saluti.
Itala Cappello
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